Io e Ernest Pivano Hemingway- sul filo di un amore- Romanzo Edizioni Minerva

Posted by on gen 23, 2018 in Eventi | 0 comments

http://www.salvatoremassimofazio.it/guido-guerrera-io-e-ernest-minerva-edizioni-le-recensioni-in-librirta/

https://gennarocannavacciuolo.com/home/operette/itemlist/tag/guerrera.html

 

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Recensione di Roberto Giardina su QN

Posted by on gen 23, 2018 in Eventi | 0 comments

Recensione di Roberto Giardina su QN

 

 

E´ un romanzo controcorrente, diciamo pure (fortunatamente) fuori moda, l´ultimo di Guido Guerrera. Non parla di giovani sdraiati, i rampolli dell´élite, o di tutti gli altri rassegnati, non si occupa di profughi di solito colti e saggi che ci fanno la morale, non un romanzo fantasy pallida imitazione di Tolkien o di Harry Potter, non è un giallo sociale, né un romanzo come quelli, tutti uguali come orate da allevamento, uscito dalle scuole di scrittura. Ed è un romanzo d´amore ma senza sesso, almeno tra i protagonisti. In altre parole “Io e Ernest- Pivano Hemingway sul filo di un amore”, (Minerva editore; 125 pag.; 12 euro) è un libro da gustare per chi ama il piacere della lettura. Un romanzo sulla creazione letteraria, il suo fascino, e mistero.

Guerrera è un esperto di Hemingway, di lui sa tutto, e si diverte, e ci diverte, a immaginare una storia d´amore tra l´autore di “Fiesta” e la sua traduttrice italiana Fernanda Pivano, che ha conosciuto personalmente. C´è una cartolina inviata da Ernest a Fernanda con la parola “Love” che, come si dovrebbe sapere, in inglese non vuol dire sempre “ti amo”, eppure tra lo scrittore e la Pivano ci fu un lungo rapporto amoroso per decenni, una passione di testa, uniti dai libri che uno scriveva e l´altra rendeva in italiano. Hemingway sembra facile da tradurre, invece è complicato rendere il suo ritmo passando da un inglese secco alla sonorità della nostra lingua.

Si incontrarono a Cortina e tornarono a vedersi, da New York a Venezia, a Cuba. Ernest la travolge di parole, le parla di quel che ha scritto, e di quel che avvenne realmente, e delle sue donne, avute o non avute, da Marlene all´adolescente africana che avrebbe perfino sposato. Qual è la verità? Che importa? Ernest sostiene di avere avuto una storia anche con Mata Hari, ma la spia olandese, sempre che lo fosse, era già stata fucilata dai francesi quando il giovane americano giunse in Italia per andare in guerra. Gertrude Stein disse che Hemingway sarebbe stato un grande se avesse imparato a scrivere la verità. Ma, se posso osare, Gertrude si sbagliava. Era una critica dal fiuto eccezionale e, giustamente, non scrisse mai romanzi (al contrario di alcuni odierni colleghi italiani).

Un romanziere mente sempre, innanzi tutto a se stesso. Se sapesse qual è la verità, scriverebbe solo pagine banali. Se ha talento quel che scrive è sempre vero, anche se non autentico. Come la storia che ci racconta Guerrera. Ci conduce sul fronte di “Addio alle armi” e al primo amore (rimasto di carta) con l´infermiera Agnes von Kurowsky,  alla Parigi di “Festa Mobile”, alla pesca del Merlin al largo di Cuba, a caccia di leoni e a seguire il duello tra i due toreri Ordonez e Dominguin, durante un´intera “estate pericolosa”, l´ultima opera  che non fece in tempo a finire, o non volle,  prima del suicidio nel 1961. Le pagine più poetiche, tristi e passionali sono quelle degli incontri a Venezia, tra Ernest e una Fernanda consapevole del declino del suo amato scrittore.

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Posted by on ago 8, 2016 in Eventi | 0 comments

Alice e Battiato: pura meraviglia

Trentadue anni dai tempi in cui li univa il meraviglioso brano dal titolo I treni di Tozeur e adesso rieccoli di nuovo insieme in forma smagliante. Come se il tempo non fosse mai trascorso. Alice e Battiato in Tour, una serie sconfinata di concerti in tutti i teatri e le piazze d’Italia, per continuare a lanciare nello spazio armonie che accarezzano le orecchie di nonni e nipoti. Un miracolo trasversale, quello di Franco Battiato, che ormai coinvolge la quarta generazione, per generare identici entusiasmi e infondere il balsamo struggente di suggestioni emotive sempre nuove.

Alice canta diverse canzoni di Battiato, altre scritte per lei dal cantautore siciliano, altre ancora composte dalla stessa artista forlivese. Carla Bissi, elegantissima sulla scena per gli abiti e nel portamento, è un’interprete di grande temperamento, dalla timbrica sensuale ed è l’unica capace di eseguire i brani di Battiato senza scadere nel ridicolo involontario.

Alice e Battiato: due anime che si incontrano e si fondono. C’è intesa tra i due, una complicità professionale intrisa di una amicizia che inizia lontana nel tempo e dura come la roccia. Così non appena lei comincia «Un giorno sulla Prospettiva Nevsky», il viso di Franco si illumina, ringiovanisce perfino e forse ritrova quella parte di sé lasciata nell’angolo di un qualche palcoscenico degli anni Ottanta.

Non a caso l’ultima composizione di Battiato si intitola Le nostre anime: oltre la vita ci si incontra e lei è quella di sempre, mentre lo sguardo trepido la segue da dietro senza farsene accorgere. «Ti proteggerò dai turbamenti che da oggi incontrerai nella tua via, perché sei un essere speciale», sono parole de La Cura, capolavoro in musica che io ho più volte definito il madrigale d’amore per eccellenza scritto in questo nostro terzo millennio.

Il concerto di Battiato e Alice va vissuto in tutta la sua carica emozionale, per il coinvolgimento nostalgico che genera chi ha già vissuto quelle atmosfere: è il mare di Summer in a Solitary Beach, in cui è bello naufragare, via dalle sponde di una vita ordinaria e senza vie d’uscita. Il poeta, come sostiene Kundera, vorrebbe ardere nelle fiamme della sua passione, ma finisce per soccombere al gorgo delle acque che si richiudono sui suoi ricordi e lo glorificano nella catarsi purificatrice. Le acque di Siloe cui ogni essere umano aspira per ritrovare se stesso.

Ascoltare Battiato significa questo e il suo pubblico, sempre attento, spesso colto e selettivo, va per ripetere mille volte questo rito. E lei, Alice, regina delle acque, è all’altezza del compito: afferra la fiammeggiante Excalibur e la custodisce negli abissi lacustri. Battiato e Alice, due nomi, due voci uniche, un solo percorso intrecciato in dedali di sottilissime intese. Lei apre con Nomadi di Yuri Camisasca, altro grande mistico e interprete raffinato, ne cesella parole e note, non vuole sbagliare una virgola. E non sbaglia.

Lui inizia “sparando”: L’era del Cinghiale Bianco. Le dita di Carlo Guaitoli e di Angelo Privitera volano sulle tastiere perché il giro armonico è bello tosto. Il pubblico è ormai in visibilio, si è già tuffato col pensiero nel mare antistante a Milo, come se fosse quello del loro beniamino e l’unico possibile. Nuota e naviga negli spazi interstellari. «Seguimmo per istinto la scia delle comete». Battiato non dà tregua e come Gurdjieff scuote il sonno dei dormienti. «Povera Patria, schiacciata dagli abusi del potere»: viene giù il palco per gli applausi.

Poi lei e lui ancora insieme, come una volta, come sempre. Unione di anime. E il pubblico mai sazio chiede bis. «Le serenate all’istituto magistrale», «Sul ponte sventola bandiera bianca», «Mister tamburino…». Attento Franco, non sporgerti, che cadere fa male. La folla si accalca sotto il palco, richiesta di autografi, scatti dei flash, selfie. Il delirio, tutte le volte. E la pace. Quella che scende dentro come un Oceano di Silenzio, sempre in calma.

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Presentazione del libro La Truffa Feltrinelli Prato mercoledi 20 aprile 2016 ore 17 30

Posted by on apr 20, 2016 in Eventi | 0 comments

Presentazione del libro La Truffa Feltrinelli Prato mercoledi 20 aprile 2016 ore 17 30

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Il Banco del Portogallo a Lisbona

Posted by on mar 18, 2016 in Eventi | 0 comments

Il Banco del Portogallo a Lisbona

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Ed ecco il Banco del Portogallo a Lisbona. 
Esattamente com’era ai tempi di Alves Reis, il più abile truffatore di tutti i tempi. 
Ai danni di questo istituto di credito si consumò
LA TRUFFA
Leggete questa avvincente storia nelle pagine del mio romanzo.
Vi affascinerà!

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LA TRUFFA Il Romanzo di Guido G. Guerrera ed. Imprimatur

Posted by on mar 15, 2016 in Eventi | 0 comments

LA TRUFFA  Il Romanzo di Guido G. Guerrera  ed. Imprimatur

 

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Signore e Signori, un attimo di attenzione, prego!

Vi presento il protagonista del mio romanzo La Truffa.

 Il suo nome è Arturo Virgilio dos Alves Reis, portoghese di Lisbona .

Quest’uomo , un geniale truffatore, 

riuscì a ingannare il Portogallo e il mondo della finanza degli anni 20. 

Una donna speciale, un’attrice di quei tempi, racconta…

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GIORNALISTA SCRITTORE VIAGGIATORE

Posted by on gen 19, 2016 in Eventi | 0 comments

font BERGAMO POST

Enzo Garinei, un grande attore
(indimenticabile voce di Karate Kid)
Guido Guidi Guerrera – 12 gennaio 2016

Fratello di Pietro, nome famoso della premiata ditta Garinei e Giovannini, ha lavorato sin dagli anni Quaranta a fianco di grandi nomi del palcoscenico, come Wanda Osiris, Gianni Agus, Renato Rascel, Delia Scala, Gino Bramieri e Totò. È stato interprete di numerosi film e ha prestato la voce a celebri personaggi del cinema, da Stan Laurel a Claude Rich (Asterix e Obelix: Missione Cleopatra) fino al compianto Pat Morita, il ben noto tenente Ohara della serie tv e soprattutto l’indimenticabile maestro Miyagi in Karate Kid. Enzo Garinei, classe 1926, è ancora oggi un uomo dall’energia inesauribile: perfetto stile inglese e aspetto a metà tra Alec Guinness e Fred Astaire. Nel 1986 ha dato vita, dopo sessant’anni di carriera, alla scuola di recitazione Ribalte, che proprio di recente si è divisa in tre: a Roma, a Rocca di Papa e a Civitavecchia. E, dopo aver ricoperto un’infinità di ruoli che lo hanno visto protagonista al cinema, in televisione e a teatro, nel 2014 è stato ancora una volta interprete nella celebre commedia Aggiungi un posto a tavola firmata Garinei e Giovannini.

Maestro, vuol rivelarci il suo personale segreto per vivere bene?
Esiste una semplice filosofia di vita che crea contentezza di se stessi, dà pienezza all’esistenza e insegna a volersi bene e stimarsi: per realizzarla occorre che ci sia alla base una coscienza pulita.

Essere bravi attori può allungare gli anni da vivere?
Non è accertato, ma voglio crederci. Del resto, Ernesto Calindri è stato a riguardo un bell’esempio. Forse noi attori siamo attaccati fino all’ultimo alla vita perché manca il trauma del pensionamento. Finché le forze ci sostengono non abbiamo limiti di età.

Di cosa sente di non poter fare a meno?
Dei rapporti umani, che sono alla base del vivere a prescindere dal mestiere che fai. Il vero pericolo per la gente è l’isolamento. La solitudine è oggi una delle peggiori piaghe della nostra società, una condizione che deve essere sconfitta alla stregua di una qualsiasi altra malattia, perché genera sofferenza.

Le facce e i tanti suoni delle voci legati alle sue interpretazioni arricchiscono la sua esistenza di adesso?
Più che i volti, le voci: ne sono sicuro. Per me molte di quelle restano indimenticabili forse perché sono molto sensibile alla timbrica vocale: a volte è bello immaginare che dietro a una bella voce si possa nascondere il tuo ideale di donna. Col rischio evidente della delusione.

A quale ricchezza non rinuncerebbe?
A quella che viene dall’essere in forma, dal mantenersi in buona salute. Fino a una quindicina di anni fa mettevo al primo posto il lavoro e, perché no, le donne. Ora so che il vero tesoro è quel benessere speciale che come un miracolo viene ogni giorno dispensato dal Creatore.

Ha dei rimpianti?
Tutte le volte che penso di aver fatto soffrire qualcuno per leggerezza, oppure quando considero di essere diventato forse un po’ troppo tardi un pezzo della storia italiana dello spettacolo: d’altronde però so bene di non essere mai stato ambizioso.

Ci sono regole che cancellerebbe?
Sì, quelle che vanno nella direzione del cattivo gusto e legittimano certe cose che si rivelano dannose per tutti e in specie per i più piccoli.

Meglio una donna o un amico?
Alla mia età è preferibile la seconda ipotesi, perché un vero amico è per sempre e lo riabbracci anche se lo hai perso di vista come se fosse ieri.

La formula della longevità sta nel saper dar valore ai momenti felici dell’esistenza?
La felicità è spesso rappresentata da una serie di minuscole particelle che costellano la nostra vita e delle quali spesso rischiamo di non accorgerci: il sorriso di un bimbo prima che si addormenti, un tramonto commovente, il piacere del viaggio che ti fa incontrare sempre qualcuno e qualcosa. Allora tutto si mette nel proprio sacchetto dei ricordi e si gusta senza fretta, senza bruciare nulla. Questo , credo, riesca ad allungare e a dar senso alla vita facendola bella.

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IL DESERTO E LA ROSA

Posted by on gen 19, 2016 in Eventi | 0 comments

IL DESERTO E LA ROSA

deserto rosa

Articolo Nazione Il Deserto e la Rosa

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Umberto Eco, Facebook e l’imbecillità

Posted by on lug 2, 2015 in Eventi | 0 comments

Umberto Eco, Facebook e l’imbecillità

Il neolaureato sbotta sui social network e la polemica infiamma la piazza virtuale. Per la verità la sua è una laurea “honoris causa” perché il professor Umberto Eco ne possiede già una in filosofia conseguita qualche annetto fa, precisamente nel ’54. Adesso nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale a Torino dopo averne ricevuta un’altra in “Comunicazione e Cultura dei media”, per aver arricchito la cultura italiana e internazionale e contribuito a rinnovare profondamente lo studio della comunicazione e della semiotica, si concede un’esternazione senza peli sulla lingua: «Il villaggio virtuale dei vari Facebook e Twitter è abitato da imbecilli fatti e finiti», in pratica sono gli ex scemi del paese migrati dai tavolini del bar locale, dove si sparavano fesserie a raffica, alla tastiera del pc con davanti una platea ancora più folta di pari loro. Eh sì, caro professore, il simile percepisce il simile come diceva il caro Aristotele che lei certamente conosce meglio di me ed è cosa comune, quasi per azione di una osmosi fisica, che accozzaglie simili di atomi con pari neuroni facciano scopa e celebrino così la potenza irresistibile del pollaio virtuale.

Una specie di casuale klinamen democriteo… ma qui mi taccio, professore, perché potrei rischiare con lei di strozzarmi con la mia stessa corda. Per essere sinceri ho sempre creduto che un falso criterio di democrazia stia dando la stura libera a tutti i cretini della terra, liciter et libenter autorizzati ad aprire bocca e dar fiato. Nella società del “siamo nati imparati” ognuno ritiene di poter esprimere opinioni senza avere neppure idea di quel che sta affermando, di pensare in modo confuso eppure preso a diffondere il suo verbo come distillato di una sapienza pesante, senza affatto curarsi dell’ortografia né delle più elementari regole grammaticali. La sintassi, poi, è cosa da mercato nero. Il protagonismo spadroneggia: c’è chi per raccontare un fatto capace di sbalordire solo se stesso, esordisce: «vi dico la mia testimonianza!…». Al burino inconsapevole manca solo un bel «in verità ti dico» e siamo a posto (mi raccomando staccato…).

Facebook et similia (che solo in pochi usano “cum grano salis”) sembra una invenzione fatta per questo genere di protagonisti del nulla, di questi Soloni con la prima asilo e di un bel numero di persone annoiate in cerca di chissà cosa. Tutti anelanti momenti di gloria sottolineati da foto e post rimasticati cento volte da cento altri con gli “I like” che arrivano come se piovesse… Così il signor nessuno si sente gratificato e può alle due di notte andarsene a letto immaginando di sé cose che altri come lui, o lei, nella medesima condizione stanno vagheggiando. Una macchina infernale che solo un genio poteva concepire annusando i tempi, perché ancora il bello doveva venire e forse deve ancora arrivare. Prevedo che il vaso della stupidità sia assai capiente e vada ancora ben colmato fino all’orlo, anzi forse si vuole proprio che straripi e che la melma prodotta ci lambisca i piedi ed entri nei calzini. Vedremo.

Per l’intanto lo scemo del villaggio, che non ha più misura di sé, dato che proprio togliendo la capacità di giudizio è stato fatto un planetario danno alla povera gente, entra in polemica con Eco e lo attacca. Ora, amici cari, io non lo farei mai perché misuro semplicemente le mie capacità rispetto a quelle dell’illustre professore o di chi chiunque ritenga a me superiore. L’ignorante possente, quello ben piantato nella presunzione becera del suo stato che custodisce in modo strenuo, lui no: entra in polemica. Non saper dare valore agli altri e non creare scale di differenza non solo toglie valore a noi stessi ma è la prova lampante e provata che viviamo in un mondo caduto nella voragine dell’imbecillità. Di chi è la colpa non è facile stabilirlo. Ma resta intatta la questione, che è purtroppo il problema dei problemi.

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Calendario aggiornato nuove presentazioni Avatar Beauty Project

Posted by on nov 13, 2013 in Eventi | 0 comments

Calendario aggiornato nuove presentazioni  Avatar Beauty Project

 

 

 

 

 

 

 

 

Avatar Beauty Project
Oltre la fisiognomica
Presentazione del libro di Guido Guidi Guerrera
Con copertina e commento di Franco Battiato

 

Mercoledì 13 novembre ore 18
Libreria IBS Roma
Via Nazionale 254/255
Con la partecipazione di Gianluca Nicoletti

Giovedì 14 novembre ore 18.30
Libreria Arethusa
Via Giolitti, 18 – 10123 Torino 

Giovedì 5 dicembre ore 21
Biblioteca Lazzerini Prato
Un autunno da sfogliare
Con l’autore interviene Umberto Cecchi

Avatar Beauty Project
di Guido Guidi Guerrera
Oltre la fisiognomica
Con copertina e commento di Franco Battiato

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«Questo lavoro rappresenta una ricerca nuova e originale che spiega molte cose sulle origini del nostro essere e lascia all’immaginazione la direzione verso la quale il fato va spingendoci». Franco Battiato

 

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