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"Lo Schiticchio "
A Tavola Con Il Padrino
'Aliberti Editore'
Schiticchio in siciliano significa "abbuffata". II termine indica per antonomasia, e secondo una tradizione consolidata, il tipico banchetto dei mafiosi e della gente di malaffare in genere. Guido Guidi Guerrera, una delle firme più brillanti e sarcastiche della stampa italiana, invita il lettore a tavola con il Padrino. Un invito che non si può rifiutare. Don Sarò Partinico da Montelepre, capofamiglia e uomo d'onore, attorno al quale ruota una folla di comprimari e di comparse, è il protagonista indiscusso, insieme a un comprimario di straordinaria potenza evocativa: il cibo. Lo schiticchio diventa dunque la metafora di ogni possibile appetito: i mafiosi, afflitti da una voracità declinata in tutti i generi possibili, ridono e si abbracciano, mangiano e parlano di cose sconce, ma nello stesso istante, e continuando a usare identiche forme lessicali, senza neppure mutare l'espressione del volto, con l'aria di non finire mai di scherzare, progettano omicidi e forse stragi. La tavola è il momento della celebrazione di un potere visibile proprio nell'eccesso, come accadeva per gli antichi imperatori, o al giorno d'oggi per ogni dittatore. Eppure, ogni cibo amato dai padrini è anche sinonimo di un modo semplice se non dialettale di concepire la cucina, che è sempre quella delle madri e delle nonne. Un mangiare "di casa", sempre preferibile a ogni latitudine a qualsiasi altra raffinatezza troppo distante dai ricordi più cari.

"Vivere alla grande"
'Aliberti Editore'
Bandisci dalla mente la fretta consumistica tanto cara al moderno stile di vita fast-food.
Sedurre ha i suoi tempi e i suoi ritmi, assolutamente precisi. È un sofisticato lavoro da intenditori.
Un perfetto bilanciamento di energie e ingredienti segreti.
Sei un esteta, c’è poco da fare: attraente, intelligente, interessante, eccellente conversatore e ottimo sommelier. Sai vestirti con stile impeccabile, sai abbinare nel modo più stuzzicante vini d’annata e pietanze ricercate, sai come aprire la portiera della tua Rolls, o di qualsivoglia carretta tu disponga.
Non importa l’apparenza, conta la sostanza.
Per sedurre una donna, qualsiasi donna, ci sono principi ineludibili da rispettare.
Quali? Leggiti Vivere alla grande. Scoprirai i punti deboli della tua preda, come farla sentire una privilegiata, come farla cadere ai tuoi piedi in una serata unica. Perchè non tutte le prede sono uguali, e bisogna saper scegliere: il giorno giusto, il ristorante adeguato, un nettare consono, un abbigliamento confacente.
Fai un favore a te stesso, non seguire le mode. Segui lo stile.
Innamorati di te stesso. Se non ti resisti, come potranno farlo gli altri?
Sappi cedere all’abbandono dei sensi, tutti e cinque e tutti insieme, e tirerai fuori la tua più vera essenza: quella del seduttore. Guido Guidi Guerrera, ironico e arguto osservatore della nostra decadente società occidentale, firma questo galateo postmoderno di seduzioni e tentazioni, diviso nei sette giorni della settimana, quasi fosse un viaggio a portare il seduttore in una città diversa ogni sera, e in ogni città in un preciso ristorante, guidando la sua scelta sulla pietanza perfetta, e ad ogni pietanza sul vino migliore, per riportare in auge concetti ormai dissoltisi come la raffinatezza, la distinzione, la classe, l’eleganza, la signorilità.
Per riuscire a essere felici, come quelli che, nelle parole di Casanova, «senza nuocere a nessuno sanno procacciarsi il piacere». |